Fuori collana

Un seme gettato nel campo

CopertinaCleliaBarbieri_reduxA Le Budrie, un piccolo paese di campagna tra San Giovanni in Persiceto ed Anzola dell’Emilia è custodita una storia radiosa di vita e di santità, compresa in un frammento di tempo tra il 1846 e il 1870. In questo periodo è vissuta Clelia Barbieri, una bella ragazza, semplice, umile e forte; frutto e dono di quella gente e di quella terra.
I suoi contemporanei, tra cui la mamma, il parroco, il falegname, il cordaio, il fuochista di fornace, il muratore, la bottegaia… ma anche le amiche, le bimbe e le loro mamme ci narrano la sua straordinaria avventura umana e cristiana.
Come un seme, il più piccolo di tutti, gettato nel campo diventa un albero frondoso e ombra consolante per i pellegrini, così Clelia minima tra i minimi è un punto di riferimento, un indicatore di direzione per tutti noi oggi.

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Masotti & Masotti

Copertina_Masotti&Masotti_41x20cmMasotti & Masotti ricorda il titolo del catalogo: Antonio fotografo, Stefano pittore. L’immagine di copertina, con i due riflessi nello specchio di Bendini, è emblematica di un rapporto padre-figlio che sembra non voler avere fine. È una bella vicenda quella che si sviluppa, una storia fatta di momenti che riverberano ricordi e affetti, di sentimenti collegati al filo delle cose che non si dimenticano. Nel reinterpretare le immagini lasciate dal padre, Stefano riesce a cogliere tratti di un remoto vissuto per restituirlo sotto nuove forme.
Ogni foto è un quadro, e ogni dipinto è la relazione di un momento che, specchiandosi nel tempo che viviamo, dà sostanza e valore al ricordo.

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Sotto il fango e sopra la pioggia

GuerraGandini - Copertina_GuerraGandini - Copertina MINI-001 (1)Il diario scritto da Roberto Gandini, nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, è un manoscritto dalle cui pagine trasuda l’esasperazione di un ragazzo catapultato, dalle campagne del mantovano all’altopiano del Carso, a combattere una guerra avulsa da ogni logica quotidiana. Tenere un diario è stata probabilmente la sua risposta a una guerra disumana, un modo per dire “io ci sono e lascio testimonianza dell’accaduto ai posteri, qualunque sia il mio destino”.
Le parole scritte di notte su un taccuino sono rimaste impresse sulle sue pagine fino ai giorni nostri.

Il diario di Roberto Gandini fu pubblicato sul n. 12 di Strada Maestra (1979) pp. 63-105. Questa riedizione del Diario è stata condotta su quella pubblicazione, a causa anche del fatto che a partire dal 7 dicembre 1915 le note sono vergate a matita e che la scrittura a matita col tempo è notevolmente sbiadita: se riusciva problematica la lettura nel 1978-79, come rileva Mario Gandini nella sua “Nota filologica”, a sessant’anni dalla redazione del testo, oggi, dopo oltre cento anni la scrittura è ancora più difficilmente leggibile. Ciò non ha tuttavia impedito il recupero dei nomi di alcune località e riportare alla lezione dell’originale talune correzioni del 1979.

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La Vallazza 1979-2018

La Vallazza_bassa“La Vallazza” è una gara podistica nata nel 1979 e che, pertanto, quest’anno è giunta alla 40^ edizione. Ha questo nome in quanto si svolge a Molinella attorno all’oasi naturale, denominata “La Vallazza”.

Questo libro, che raccoglie foto e ricordi di quaranta anni di manifestazioni, si pone l’obiettivo di creare una documentazione storica, mettendo in rilievo sia giovani atleti che successivamente hanno conseguito risultati di prestigio, sia persone comuni, che hanno vissuto una domenica diversa dal solito, nel segno della natura e del benessere.

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Andata e ritorno

andata ritorno_reduxPuò una vignetta durare nel tempo, oltre l’attualità che racconta? Leggendo quelle raccolte in questo volume si direbbe di sì: dallo scandalo Ruby alla vicenda Consip, dall’austerity alle rottamazioni, Giorgio Franzaroli ripercorre con le sue vignette sette anni di storia italiana – e non solo – partendo da Berlusconi, arrivando a Renzi, per poi tornare di nuovo a Berlusconi: o meglio ancora, ad un ritorno della destra sulla scena politica, anche europea. Andata e ritorno, appunto.
Perché il vizio degli italiani sta proprio nella mancanza di memoria, nell’incapacità di imparare dai propri orrori, nel tornare ciclicamente sui propri passi, che sono spesso e volentieri quelli sbagliati.

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“Franzaroli gioca con le parole, ora ribaltandone ora svuotandone il significato, per riuscire a rendere il paradosso quotidiano di quello che Giorgio Bocca chiamava il Paese di Sottosopra”.
(Marco Travaglio)

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